Affetti Familiari

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I Brani Scelti dal Maestro Pavarotti per questa raccolta

CD originale Idea L0209 ©1990

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Resta immobile (Dietrich Fischer-Dieskau)
Resta immobile (Dietrich Fischer-Dieskau)
Eccomi solo alfine… O vecchio cor (Leo Nucci)
Eccomi solo alfine… O vecchio cor (Leo Nucci)

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Durata totale della raccolta : 01.07.33

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L’amore tra un uomo e una donna fu il tema prevalente dell’opera fin dalle sue manifestazioni iniziali. Tuttavia gli affetti familiari, sia pure in una posizione marginale, comparvero a volte già nell’opera barocca di scuola romana e veneziana e, per esempio, nel Sant’Alessio di Stefano Landi (Roma, 1631) una delle migliori pagine è un terzetto nel quale i genitori e la moglie di Alessio piangono la presunta morte del loro congiunto. Fu solo nel Settecento, però, che gli affetti familiari s’inserirono nelle trame delle opere come fattori capaci di influire sul comportamento dei personaggi, ora opponendosi al lieto fine della vicenda amorosa (ma il lieto fine era comunque d’obbligo), ora propiziandolo.

Il romanticismo e l’abbandono del lieto fine, radicalizzando e drammatizzando certi contrasti, diedero un rilievo determinante agli affetti familiari, presentandoli, in alcuni personaggi, come una ragione di vita non meno perentoria di quella che legava i protagonisti della storia amorosa. Inoltre certi ideali politici o patriottici del romanticismo ridussero a volte il peso della vicenda d’amore a favore delle passioni civili e religiose. Nel Guglielmo Tell di Rossini (1829), l’azione del protagonista è tutta volta alla liberazione della Svizzera dal dominio austriaco. Quando però il tiranno Gessler gli impone di colpire con una freccia una mela che è stata deposta sul capo del figlio Jemmy, Guglielmo Tell cede a un empito di commozione. Tuttavia, anche in una situazione romantica (il libretto deriva da un dramma di Schiller) Rossini resta sostanzialmente un compositore classicheggiante. Mentre Guglielmo Tell esorta il figlio a restare immobile e a rivolgere il pensiero a Dio e alla madre, il canto fluisce lineare e nobile, senza sussulti, contraccolpi, forzature d’accento. Ha la compostezza e la solennità che s’addicono a un eroe; e che l’esecuzione qui presentata rende.

……… OMISSIS ……….

 

Luglio 1990, Rodolfo Celletti

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